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Safinamide come terapia aggiuntiva alla Levodopa nella malattia di Parkinson

L’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ), ha approvato Xadago ( Safinamide ) grazie ai risultati di due studi clinici che hanno interessato circa 1200 pazienti con malattia di Parkinson.

La Safinamide è un farmaco scoperto in Italia. Nel 2015, il farmaco era stato approvato nell’Unione Europea.

Nei pazienti con malattia di Parkinson, la terapia elettiva è rappresentata dalla Levodopa. Questo farmaco nel tempo tende a perdere di efficacia, in quanto il cervello non riesce più a utilizzare la dopamina in circolo.
La Safinamide favorisce e potenzia l’attività della Levodopa.

L’approvazione da parte dlel’FDA è arrivata dopo due studi clinici, il primo su 645 pazienti con Parkinson, dove la Levodopa iniziava a non essere più efficace, e un secondo studio, su 549 pazienti, dove la Safinamide è stata co-somministrata alla Levodopa.
In entrambi i casi, la Safinamide ha prodotto un netto miglioramento delle condizioni dei pazienti.

La Safinamide è un farmaco che viene somministrato per os, e ha una funzione adiuvante in aggiunta alla terapia tradizionale, normalmente a base di Levodopa, in qualsiasi stadio della patologia parkinsoniana.
La Safinamide agisce mediante un duplice meccanismo, da una parte migliora la funzione dopaminergica con l’inibizione dei MAO-B e del riassorbimento della dopamina circolante, e dall’altra inibisce il rilascio eccessivo del glutammato.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa dovuta alla distruzione delle cellule del mesencefalo, deputate alla produzione di dopamina, un neurotrasmettitore appartenente alla famiglia delle catecolamine che ha molteplici funzioni.
La carenza di questo neurotrasmettitore causa una serie di limitazioni nel controllo delle azioni volontarie ed involontarie per cui è necessario intervenire farmacologicamente, primo fra tutti la dopamina ( Levodopa ), ma anche con agonisti dopaminergici.

Secondo i National Institutes of Health ( NIH ), ogni anno negli Stati Uniti vengono diagnosticati 50.000 nuovi casi di malattia di Parkinson e circa 1 milione di americani ne soffrono.
La patologia insorge prevalentemente dopo i 60 anni, ma può presentarsi anche in soggetti di età inferiore ai 50 anni.
In Italia le persone affette da malattia di Parkinson sono circa 200.000.

Alla base, nel 20% dovrebbe esserci una causa genetica mentre il restante 80% è di natura sporadica.
La diagnosi viene fatta di norma dopo 18-24 mesi, soprattutto nei casi in cui la malattia non è accompagnata da tremore.
Spesso il Parkinson viene confuso con l’Alzheimer, sebbene siano due patologie differenti. ( Xagena News )

Fonte: FDA, 2017