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Malattia di Huntington: la Creatina appare ritardarne la progressione

Il primo studio riguardante un farmaco destinato a ritardare la comparsa dei sintomi della malattia di Huntington ha messo in evidenza che il trattamento ad alte dosi con un’integrazione di Creatina nutrizionale è sicuro e ben tollerato nella maggior parte dei pazienti.

La diagnostica per immagini ha mostrato un rallentamento associato al trattamento della atrofia cerebrale regionale. Questa sarebbe una prova che la Creatina è in grado di rallentare la progressione della malattia di Huntington pre-sintomatica.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Neurology.

Tra i modi in cui la forma mutata della proteina huntingtina danneggia le cellule cerebrali c’è l’interferenza con la produzione di energia cellulare, che porta a una deplezione di ATP, la molecola che alimenta la maggior parte dei processi biologici.

Studi in modelli murini della malattia di Huntington hanno mostrato che la Creatina aumenta i livelli di ATP nel cervello e protegge dalla neurodegenerazione.
Precedenti studi clinici basati sulla Creatina nei pazienti sintomatici per la malattia di Huntington non hanno fornito prove di potenziale efficacia, tuttavia tali studi presentavano dimensioni limitate e hanno utilizzato dosi giornaliere di 10 grammi o dosaggi inferiori.

Nel nuovo studio di fase II, PRECREST, i partecipanti hanno ricevuto dosi fino a 30 grammi al giorno. Sono stati arruolati 64 partecipanti adulti, di cui 19 sapevano di portare la forma mutata del gene HD e 45 avevano un rischio del 50% di aver ereditato la mutazione nel gene HD.

I test genetici, cui risultati sono stati resi disponibili solo per il calcolo statistico e non al personale coinvolto nello studio o ai partecipanti, hanno confermato lo status genetico di coloro che erano stati precedentemente testati e hanno rivelato ulteriori 26 portatori pre-sintomatici del gene mutato, per un totale di 47 partecipanti con malattia di Huntington pre-sintomatica e 17 controlli.

Per i primi 6 mesi dello studio, i partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a 2 gruppi, indipendentemente dallo stato del gene. Un gruppo ha ricevuto 2 volte al giorno dosi orali di Creatina, fino a un massimo di 30 g al giorno, l'altro gruppo ha ricevuto un placebo.
Dopo questa prima fase, tutti i partecipanti hanno ricevuto la Creatina per ulteriori 12 mesi.

I partecipanti sono stati valutati in visite di regolari per gli effetti avversi, e i livelli di dosaggio sono stati adeguati, se necessario, per ridurre l’incidenza di effetti collaterali.
Ulteriori test, come valutazioni cognitive, misurazione dei marcatori del sangue e risonanza magnetica del cervello, sono stati condotti all’inizio dello studio, a 6 mesi e alla fine del periodo di studio.

Durante la prima fase dello studio, più di 3 quarti dei soggetti assegnati alla Creatina hanno tollerato una dose giornaliera di 15 grammi o più; più di 2 terzi ha tollerato la dose di 30 grammi.

Durante l'intero studio, 15 partecipanti, tra cui alcuni che sapevano di portare la mutazione nel gene HD, hanno interrotto l'assunzione di Creatina a causa di disturbi gastrointestinali, sapore del farmaco, disagio, o stress di dover costantemente ricordare il loro rischio di malattia di Huntington.
Oltre a diarrea occasionale e nausea, pochi eventi avversi sono stati associati alla Creatina.

Nei partecipanti che portavano la mutazione nele gene HD, le scansioni di risonanza magnetica eseguite fin dall'inizio dello studio hanno rivelato una atrofia significativa nelle regioni della corteccia cerebrale e dei gangli della base noti per essere colpiti dalla malattia.
Scansioni di follow-up di risonanza magnetica a 6 mesi hanno mostrato un tasso più lento di atrofia nei partecipanti che hanno assunto Creatina rispetto a quelli trattati con placebo.
Al termine della seconda fase, il tasso di atrofia cerebrale è rallentato nei partecipanti pre-sintomatici che avevano iniziato l'assunzione di Creatina dopo 6 mesi con placebo.

Questo studio ha fornito utili indicazioni, innanzitutto ha mostrato che la Creatina può rallentare la progressione della malattia di Huntington, inoltre, che la diagnostica per immagini neurologica può essere un utile biomarcatore per valutare cambiamenti nel decorso della malattia in studi su altri potenziali trattamenti.

Mentre i partecipanti con mutazione hanno eseguito i test cognitivi meno bene rispetto ai controlli all’inizio dello studio, il trattamento con Creatina non ha avuto effetti significativi su tali misure, forse perché i test non erano abbastanza sensibili per rilevare i sottili cambiamenti che potrebbero verificarsi durante un periodo di tempo così breve.

I risultati di questo studio hanno indicato che la prevenzione o il rallentamento dei sintomi della malattia di Huntington sono praticabili. ( Xagena News )

Fonte: Massachusetts General Hospital, 2014